Who'll stop the rain?
È assodato. Mio padre ai colonnelli e alle meteorine gli fa un baffo.
Sono anni che, tramite analisi sperimentali, in particolare attraverso l’osservazione partecipante, verifico il fenomeno.
Dategli un taglia-erba. Poi un prato. Infine procuratevi un ombrello. Vi sarà indispensabile.
Se Jessica Fletcher è in grado di assicurarci un omicidio ovunque vada, se Bukowski può piazzarmi qualche verità imbarazzante tra un bicchiere, un sigaro e una prostituta, se Studio Aperto è in grado di alternare alla cronaca nera il davanti di una e il dietro dell’altra costringendo il mezzobusto di turno ad una sfilata di sorrisi ed espressioni cupe, mio padre è in grado di far piovere inaspettatamente, dopo un'intera giornata di sole cocente, col solo gesto di tagliare l’erba del prato.
Non pioverà prima. Non pioverà durante, ma pioverà sempre e comunque ad operazione conclusa.
In più è possibile rimandare un acquazzone se mi si ferma il babbo prima che si appresti alla deforestazione.
Si va avanti così da che ho memoria, e sebbene la cosa inizialmente non mi toccasse, ora invece vi trovo una qualche parvenza di misticismo che tira fuori tutto il mio lato zen, nonché il mio terzo occhio chakratico e mi fa desiderare la pace nel mondo.
Senza contare i benefici che potrei trarre dal mettere su un business di piogge a comando.
Mmmh. (espressione di presa coscienza di possibile godimento futuro)