Tu li trovi,
se stronzi è una conseguenza dello spazio che gli lasci.
Così diceva un grande saggio, che era meglio non far arrabbiare, perché si sa i saggi sono saggi anche sulle migliori tecniche per dare morti lente e dolorose. E ahio.
Non so se sia vero, ma in una certa misura sì.
Insomma, fin da piccoli ci inculcano in testa quella grande verità che è “ dagli un dito e si prenderanno il braccio” (che il mio consanguineo, dal dorsale ormai di sommo buongusto, tradurrebbe con “ ti chini a raccogliergli qualcosa da terra e… ohp”), e dicevo, te lo inculcano e tu non ne capisci il significato.
Poi cresci e, da lì, ogni giorno diventa uno sproloquio su quanto era bello essere piccoli con i peli sul culo a batuffoli.
Scopri che la mamma ha fatto una torta e se la sono sbaffati tutti a cena, per quell’unica volta che tu mangiavi fuori.
Noti come la tua vecchia amica recentemente rifattasi viva sia stata presente giusto il tempo di sgropparsi il tuo essere dal dorso e risotterrarsi sotto i sui mille impegni da zombie.
Desideri un muro ogni qualvolta i tuoi amici ti domandano come procede la tesi.
Desideri un bazooka ogni qualvolta dei non-amici ti chiedono come va con lui, quando lo sanno bene “che”, ma ci godono e lasciamoli godere, che non possono farlo in altro modo.
Ti ci eri affezionata e ti dice “sono incazzata con te da mesi, ma adesso proverò a vivere la questione diversamente” e tu per non creare disguidi lasci perdere un po’ lei e un po’ di più lui, ma ti mancano.
Capisci che non va perché se la prossima volta ti tira più vicino a sé dovrai correre parecchio, ma le gambe sono corte, questo è appurato.
Quando esci con qualcuno che si tiene sempre aperta la porta sul passato e appena può, tra un nettare divino e un incidente, la varca in contromano.
Sei troppo innamorata di quello sbagliato per prenderti di quello che pare più giusto. Poi, quando puoi, quello gira l’angolo e puff.
Ti hanno paccato 5 volte in due giorni. Vedeste che bel fiochetto.
Hai provato a chattare, per la prima volta in vita tua, con due sconosciuti, per sfatare il mito del maniaco sessuale posto ad ogni angolo delle comunità virtuale, e il primo ti ha chiesto il tuo numero di scarpe e il secondo se volevi guardarlo via webcam. Sicurooooooo.
Poi però te ne fai una ragione. Soprattutto se guardi a dei validi motivi.
Sei la sua confidente personale e dei calzini più belli di quelli che ti ha regalato lui non li hai mai visti.
Per lei, sei bella, brava, intelligente, ma non gli importa di dirlo in giro perché dice che tanto si vede, e se è contenta lei, perché non esserlo tu.
Ti ha definita immensa, che nessuno mai, e il termine ti piace nella tua contraddittoria piccolezza.
Ha detto che l’agri-gelato lo prenderà solo servito da te perché it could be more nice.
Ti ha apostrofata “gioia” e ti sei scordata del tempo perso a parlare dei sui acciacchi e di quelli di sua sorella e di quelli del marito e della tonsillite del nipote. Che però è tanto studioso.
Ti ha detto per te ci sono sempre, mille e mille volte, e ogni volta è stato così. Che ci fossero, o meno, le rose e lo champagne.
Se ti trasferisci là, le mancherai. Una delle sue, a te più care, esternazioni.
Ti ha scritto un sms durante un delirio alcolico estivo e non gli hai mai creduto così tanto. Anche se, quel vecchio bukowskiano, non se lo ricorda.
Ha detto che ti ha pensata al mattino e che bello vederti adesso.
Paolo Fox dice che anche questa settimana sarà una grande settimana. Caro Fox, ti amo già.
Comunque io sono per la strada zen. Non fatemi uscire di carreggiata.