sabato, 15 marzo 2008

Ti alzi una mattina.


Ecco. Accade così. Ti alzi una qualsiasi mattina, ignara, e succede. Inaspettatamente, succede.


Ti alzi una mattina, una qualsiasi, di un mese infognato tra ultime nebbiche notti invernali e colonia francese che sa di fiori e poi – bam.
Come dice M. “Porcoggiuda, è primavera”.


Ci sono i fiori rossi, gialli, e pure blu.
D’altronde la parcondicio non è uno scherzo. Siamo democratici? E facciamo i democratici, per giove.

C’è il sole. E il mio colorito “made in obitorio” da far un baffo a Casper, si dà alla macchia.

Gli ormoni si risvegliano e si rincorrono in un’affaccendata maratona dal sapore un po’ retrò, musicata dalla colonna sonora di ... “Scusa ma ti chiamo amore”.
Che poi “Scusa, ma ti chiamo amore solo perché non mi ricordo giappiù il tuo nome”.


Leppisodio, un sacco sodio e poco happy.






Poi ti alzi un'altra mattina. Fu quella, devastante, in cui
ebbi modo di intervistare il mittico Federico “giovane un sacco” Moccia.
Ero più che una pischella e corrette informazioni mi avevano reguardito dal porre occhio solingo su scritto mocciano. E tutt’al più sulla di lui persona. Ma il lavoro è lavoro e allora se la domanda gliela devi appoggiare, gliela appoggi.


Domanda random, sita lungo i corridoi de la “Fiera del libro 2006”, veniva posta da gallettante Giolee tra un personaggio famoso e l’altro.
Capitare, cielo non volesse, sotto le sue grinfie di fresca manicure fu un po’ come martirizzare la coscienza di studentessa speranzosa e innamorata della vita che avevo in tasca, insieme alle cingomme al gusto ”cinnamon”.



G. Buongiorno.

F.M. Buongiorno.

Ha due minuti per una domanda veloce veloce?

Chi siete e cosa volete?

Bla bla bla. [Nota che mi perdo in bla per non annoiare.]

Ah bene, dimmi pure, bella.

Premettendo che… bla bla bla… lei crede che il suo libro sia stato galeotto per qualcuno?

Beh, galeotto.

[Giolee pensiero] Non sa cosa vuol dire?

Galeotto sì.

Non lo sa.

Vedi, bella,

Mi sta intortando col suo fare burino con stile.

Molti giovani innamorati regalano il mio libro “Ho voglia di te” alle ragazze per fare colpo.

Sì, ma che colpo? Zozzoni.

È una cosa molto carina.

Cetto cetto.

E poi nascono amori nuovi, grazie alla lettura.

Gente con alti ideali, sì.

Io comunque sono per l’amore, quello vero.

Oddio, l'ammore.

Con la A maiuscola.

Megalomane.

Galeotto sì. Perché si riconoscono nei miei personaggi, in Bebi...

Quella di Dirty Dancing?

O in Step.

Quello sulla quale si allenava Bebi di Dirty Dancing?

E poi beh, che vuoi che ti dica,

Nulla, risparmiami.
 
Io,

E continua.

Io,

Eh...

Io spero sempre che...

Forse andrò di harakiri.

Che queste storie che nascono grazie ai miei libri..

Sìììììì?

Stiano sempre...

Oddio no.

Sempre....

Non dirlo, per polluce.

Tre metri sopra il cielo!!

Bum.


Da quel giorno vago come un’anima in pena per avergli permesso di sbeffeggiare il mio essere innocente ed oltremodo giovane. Nel senso che ora sono un mix nitroglicerico alla Barbara Bouchet, con il senso dell'umorismo di Jane Fonda, il carisma di Margherita Hack e la U di uacca di Martufello.

Ma la speranza è l'ultima a morire.

...Sempre che non l'ammazzi prima Moccia.




postato con gaudio e giubilo da: giolee alle ore 02:46 | link | commenti (18) | commenti (18) [popup]