CoLLapse
"Ho visto una città poggiata su colonne subacquee, con la musica che sfrecciava sull'onda di correnti sommerse e che vibrando a sincrono con le piogge battenti portava a fondo l'umanità intera.
Atlantidi, scuri in volto, la ribellione era la forma di conformismo più consueta.
Risuonavano di melodie apocalittiche e sbattevano la testa in terra per non ascoltarle più.
Guardavano una delle meraviglie del mondo andare giù. Andava giù e lo sapevano. E se era un loro errore a nessuno importava, poco davvero importava.
Chiedevano perdono e si uccidevano tra loro, pregavano ogni notte e supplicavano di restare in vita ogni giorno. Si decerebravano, stanchi di ossigeno sporco e si facevano di surrogati, vapori fumosi che criptavano l'essere umano per non farlo ritrovare più.
Ho visto luci che cadevano e si fondevano con le terre, scivolando nel freddo, impedendo all'ombra di avere il suo trionfo e coprendosi la testa col buio per non dimenticare quanto si fosse stati lontani.
Cadevano le luci sulla terra. Cadevano ed erano uno spettacolo.
Volevano sentirsi bene nel più freddo momento del giorno e si sarebbero fermati se avessero voluto restare.
Cadevano le luci e cadevano nella terra con un fragore onnipotente. Cadevano e il silenzio si sollevava. Cadevano e più nessuno restava."